Archivio delle Categorie: Parole

Luigi Mariano – Edoardo

Luigi Mariano – Edoardo

Un piccolo post per una grande canzone, probabilmente la mia più grossa scoperta nel 2011.

Vincitrice del “Premio Bindi” come miglior testo, narra la storia di Edoardo Agnelli, il figlio di Gianni Agnelli morto in circostanze misteriose.

Con questa condivisione spero di regalarvi qualche emozione, è davvero raro trovare una canzone capace di colpire così profondamente.

Edoardo di Luigi Mariano tratta dall’album “Asincrono”

È anche colpa nostra

È anche colpa nostra

Un piccolo, ma doveroso, post per commentare alcuni vergognosi fatti accaduti recentemente in Italia:

Campi nomadi dati alle fiamme,  gente che spara a senegalesi per strada, …

Questi gesti non sono opera di pazzi isolati come qualcuno vuol far credere, ma sono frutto di anni e anni di xenofobia che i nostri politici (Bossi, Borghezio, Fini, …) hanno usato come propaganda elettorale e noi abbiamo stupidamente tollerato. Giorno dopo giorno, anche grazie ai media, sono riusciti a radicare nella popolazione italiana una paura del diverso (africani, zingari, cinesi, omosessuali, …) che ormai permette che questi atti di razzismo non vangano più compiuti solamente da qualche isolato estremista a volto coperto in notti buie, ma da interi gruppi di cittadini in pieno giorno nel centro città.

Molto interessanti a questo proposito, due articoli apparsi qualche giorno fa sul Fatto Quotidiano: “Il Paese dell’accoglienza dimenticata“  di Enrico Fierro, e “Nessuna tregua ai razzisti” di Fabio Marcelli.

Bisogna rimediare a questa situazione e farlo in fretta, la svolta deve partire da ognuno di noi: dobbiamo scrollarci di dosso questo terrore per tutto ciò che è diverso.

Ho trovato un piccolo documentario sull’estrema destra in Italia (Razzisteria, di Ornella De Zordo e Saverio Tommasi).


Per concludere vorrei riproporvi una citazione molto cara a me e Mad.

Prima di tutti, vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendermi e non c’era rimasto nessuno a protestare.

Demo – Crazia

Demo – Crazia

Una parola emblematica, perennemente sulla bocca di tutti, con accezione positiva…parola formata da popolo e potere (mi sembra di ricordare).

Ma è poi così positiva questa parola? questo tipo di regime?

La si traduce con governo del popolo, forse mantenere la dicitura popolo e potere può aiutare in questa sorta di riflessione che mi è balzata alla mente oggi, come tante altre volte.

Stavo giusto leggendo Che cos’è la Proprietà di Pierre-Joseph Proudhon e mi sono imbattuto in

Sì, del nostro stato civile, quale voi l’avete fatto, stato che fu dapprima dispotismo, poi monarchia, poi aristocrazia, oggi democrazia e sempre tirannide

… e sempre tirannide, eggià, perché si parla sempre di potere e non piuttosto di amministrazione, di organizzazione, ….

e vengono in mente, così a caldo,

Gaber, anche se il contesto era diverso

Qualcuno (lì, nda) era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che chiamiamo democrazia

ma soprattutto e qui perfettamente pertinente al post De André in Nella mia ora di libertà

però bisogna farne altrettanta
per diventare così coglioni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni.

non ci sono parole, forse quello che volevo ‘presentare’ in questo post c’è già tutto con questo piccolo estratto dal brano di Storia di un Impiegato.

Poi oggi, sempre leggendo Remarque – Ama il prossimo tuo, un’altra bella frase mi ha colpito… Il biondo picchiatore dice a Kern dopo che sono stati presi dalla polizia:

“Amico mio” disse tranquillamente lo studente. “Sembra che lei non si sia accorto che noi viviamo nell’epoca del bluff. La democrazia è stata sostituita dalla demagogia. Uno svolgimento logico. Alla salute.”

Proudhon lo urlava nel XIX secolo, Remarque lo sapeva negli anni 30, e noi, oggi, ancora non lo sappiamo, o facciamo finta.. di non sapere

che non ci sono poteri buoni.

L’annientamento dell’Individuo

L’annientamento dell’Individuo

Un’altra piccola citazione da Remarque, ogni votla che leggo un suo libro, mi si riempie l’animo.

“Evviva l’annientamento dell’individuo! Presso gli antichi greci, il pensiero era un segno di distinzione. Poi divenne una fortuna. Più tardi una malattia. Oggi è un delitto. La storia della cività è la storia dei dolori che l’hanno creata.”

E viene da chiedersi, settant’anni dopo, oggi cos’è… oggi che la situazione sembra peggiorata e di parecchio e che spesso si capovolge il senso del famoso assunto Cartesiano.

Grazie ancora a questo memorabile autore, questa frase è tratta da “Ama il prossimo tuo”.

Movimento Zeitgeist

Movimento Zeitgeist

Diventa il cambiamento che vorresti nel mondo

Ieri ho per caso scoperto il Movimento Zeitgeist (spirito del tempo in lingua tedesca).

Nato nel 2008, si definisce un’organizzazione che promuove la sostenibilità, alla ricerca di una ristrutturazione della società umana, in cui le decisioni vengono raggiunte tramite l’applicazione razionale della logica e del metodo scientifico per il miglioramento della vita di tutti, non per il beneficio di pochi gruppi di élite.

Il Movimento è stato ispirato inizialmente da una serie di tre film diretti da Peter Joseph e dalle idee dell’ingegnere sociale Jacque Fresco, ideatore del Venus Project.

Il Movimento ha come obiettivo l’eliminazione di concetti quali politica, religione, militarizzazione, istituti bancari, e quindi la transizione verso un nuovo modello socio-economico basato su una gestione tecnica e responsabile delle risorse, su una ripartizione ed una distribuzione svolte per mezzo di ciò che viene considerato il metodo scientifico del ragionamento sui problemi e della ricerca di soluzioni ottimali.

Zeitgeist: The Movie in italiano

Zeitgeist: Addendum in italiano

Zeitgeist: Moving Forward in italiano [http://www.youtube.com/watch?v=cCAOgMja8vk]

Per maggiori informazioni:


Edit 01/11/2011

Ho aggiornato il link di Moving Forward, perchè in questi giorni è uscita la versione doppiata in italiano.

CIE – L’altra faccia della sicurezza

CIE – L’altra faccia della sicurezza

Questo articolo è stato fermo per mesi come bozza, oggi mi sono deciso a scrivere qualche riga di presentazione per un video che merita sicuramente un’occhiata.

C.I.E. – L’altra faccia della sicurezza, è un documentario sui Centri di identificazione ed espulsione, veri e propri campi di prigionia legalizzati.

A prescindere dalle violenze ed abusi consumati al loro interno, la loro stessa esistenza dovrebbe essere motivo di vergogna per ogni persona, la dimostrazione che non abbiamo imparato nulla dagli errori/orrori passati, e abbiamo dimenticato troppo in fretta i tempi in cui eravamo noi ad emigrare in cerca di un lavoro e una vita dignitosa.

A questo indirizzo potete vedere il documentario: http://www.megavideo.com/?v=W9Z10S9I

Vorrei concludere con una citazione di Primo Levi:

A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che «ogni straniero è nemico». Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all’origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il Lager. Esso è il prodotto di una concezione del mondo portata alle sue conseguenze con rigorosa coerenza: finché la concezione sussiste, le conseguenze ci minacciano. La storia dei campi di distruzione dovrebbe venire intesa da tutti come un sinistro segnale di pericolo.

Gli idoli

Gli idoli

E’ bello sapere come a volte le cose vengono perfettamente comprese/interpretate… quest’autore veniva considerato basilare per il nazismo…eppure nella sua opera più famosa, dopo poche pagine…

“Là dove lo Stato finisce, là guardate dunque, fratelli miei!

Non vedete l’arcobaleno e i ponti del superuomo?”

Eppure io pensavo che i regimi totalitari avessero/fomentassero un rigoroso e forte amore per lo Stato…mah…

La Guerra

La Guerra
” Ho sempre pensato che tutti gli uomini fossero contrari alla guerra,
finché ho scoperto che qualcuno è favorevole,
                                         soprattutto quelli che non ci devono andare… “
 

Erich Maria Remarque, Il nemico.

Le mie giornate

Le mie giornate

Ormai son quasi 5 mesi che trascorro le mie giornate così… e non fosse per i libri, il tempo non sarebbe passato sicuramente..

Il libro un caro amico

qui, nello specifico, Tre Camerati di E.M.Remarque

visto: nel letto, nel libro, nella vita

Fuoco a tutte le prigioni

Fuoco a tutte le prigioni

Manifesto comparso sui muri di alcune città francesi nel giugno 2011

Il manifesto

La prigione… Tutti abbiamo una vaga idea di cosa sia: un reportage visto alla TV, l’ennesimo assassinio da parte dell’amministrazione penitenziaria che leggiamo nella cronaca del giornale, qualche breve indignazione poco impegnativa, ogni tanto… Tutti ne sentiamo parlare, ma facciamo come se non esistesse. Come se decine di migliaia di noi non fossero, ogni giorno, ostaggi dello Stato, soli nelle loro odissee carcerali individuali, isolati da tutti e repressi in silenzio. Eppure siamo in molti ad avere un fratello, un amico, un cugino in prigione, ad andare ai colloqui con una persona cara incarcerata, siamo in molti a finire per trovare tutto ciò banale. Un piccolo soggiorno in galera, dopo tutto, non siamo pochi ad averlo provato, una volta, due volte, tre volte o ancora di più, da vicino o da lontano, direttamente o per procura.

Rinchiudere degli esseri umani in gabbie di qualche metro quadrato per mesi o anni, annichilire ogni loro volontà, spremerli come limoni, distruggerli, impedire loro di amare, perseguitarli, drogarli, picchiarli, giudicarli, ucciderli, trattarli come nessuno oserebbe trattare una merda e sottometterli ad un lavoro forzato; la galera è la barbarie in tutta la sua banalità, è il dominio totale di una manciata di sadici e di piccolo esecutori obbedienti. È l’ultimo soffio di una pallottola che viene a piazzarsi dritta nella nostra testa, mentre tutti guardano altrove, troppo preoccupati per i cazzi propri. È il modo in cui il mondo si vendica della tua anormalità o della concorrenza. È uno dei metodi attraverso i quali questo mondo impone la pace.

La prigione ha almeno un merito, con lei le cose sono chiare: niente chiacchiere, o quasi; una società che ha bisogno della prigione per sopravvivere è una società che ha dichiarato guerra ad una parte di sé stessa. Una società che si insuperbisce di gestire con tanta violenza queste fabbriche di morte è una società che porge il proprio collo alla ghigliottina della rivolta, che giustifica la necessità della propria distruzione. Potranno anche riformare le prigioni da cima a fondo, piastrellare d’oro le celle e metterci il climatizzatore, fare dei manganelli più corti, ma i colpi faranno sempre male allo stesso modo e la prigione resterà lo stesso problema che è da sempre. Quello che conta è l’audacia della libertà, non la vigliaccheria dello status quo della riforma della costrizione.

Una prigione accettabile è una prigione che brucia.

Si parla già di una trentina di morti nelle carceri a partire dall’inizio dell’anno [in Francia, NdT]. Hanno ancora il coraggio di parlarci di suicidi e di incidenti… Hanno ancora il coraggio di insinuare che è cosa anodina impiccarsi in una prigione, che è cosa anodina morire “accidentalmente” sotto i colpi dei secondini o di altri detenuti. Ci parlano di “suicidi” per far credere che non sono l’Amministrazione Penale e lo Stato che uccidono. Ma noi sosteniamo che ogni morte in prigione è un omicidio dell’Amministrazione Penale e dello Stato. Considerare le cose diversamente vuol dire sostenere che le condizioni di vita fuori e dentro sono le stesse. È sostenere che la prigione non esiste. Eppure il dentro e il fuori si differenziano solo per il loro grado di intensità. La prigione non è altro che il riflesso esagerato di questa società che si guarda in uno specchio che ingrandisce.

In prigione, tutto è peggio che fuori, eppure tutto è talmente uguale a fuori…

La stessa merda, gli stessi meccanismi autoritari, la stessa dominazione, la stessa violenza inerente alla pace sociale, la stessa schedatura, gli stessi rapporti schifosi fra le persone, che essi siano economici o sociali.

È difficile parlare serenamente della prigione. È difficile non scivolare nell’atmosfera appiccicosa che essa sparge intorno alle nostre vite. Ma non sono le lacrime che la faranno finita con il carcere, al contrario le lacrime servono solo per affogarci. L’indignazione non ha mai fatto cadere un solo muro e non la faremo mai finita con la prigione attraverso il Diritto o la Legge, perché è con le loro pietre che essa è costruita.

In questa società che ha bisogno di rinchiudere: prigioni, psichiatria, centri per clandestini, fermo di polizia, collegi, scuole, case di riposo, campi umanitari, fabbriche, ospedali, centri educativi, istituti di reinserimento scolastico, palazzoni… In questa società in cui alcuni fanno la scelta di diventare secondini, giudici o sbirri, la nostra scelta è chiara: fuoco a tutte le prigioni. Fuoco allo Stato.

Le prigioni devono essere distrutte una per una, pietra per pietra, secondino per secondino, giudice per giudice.

Distruggiamo le prigioni, distruggiamo la società, perché una società che ha bisogno di rinchiudere ed umiliare è essa stessa una prigione.

Distruggiamo le prigioni con rabbia e gioia.