Non mi sto riferendo alla ben nota canzone di Vasco Rossi.
Ma ad una iniziativa che si svolgerà domani in quel di Empoli.
Più che un’iniziativa è il coronamento di tutto un percorso, fatto per poter omaggiare il poeta dell’Anarchia. Sul cartellone ci sono tutte le informazioni di cui potreste avere bisogno, compreso il sito che riporta anche tutte le altre iniziative del Comitato Empolese per il centenario, vale la pena recuperare questa figura ormai scordata dai più. Baci e abbracci.
Una parola emblematica, perennemente sulla bocca di tutti, con accezione positiva…parola formata da popolo e potere (mi sembra di ricordare).
Ma è poi così positiva questa parola? questo tipo di regime?
La si traduce con governo del popolo, forse mantenere la dicitura popolo e potere può aiutare in questa sorta di riflessione che mi è balzata alla mente oggi, come tante altre volte.
Sì, del nostro stato civile, quale voi l’avete fatto, stato che fu dapprima dispotismo, poi monarchia, poi aristocrazia, oggi democrazia e sempre tirannide
… e sempre tirannide, eggià, perché si parla sempre di potere e non piuttosto di amministrazione, di organizzazione, ….
e vengono in mente, così a caldo,
Gaber, anche se il contesto era diverso
Qualcuno (lì, nda) era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che chiamiamo democrazia
però bisogna farne altrettanta
per diventare così coglioni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni.
non ci sono parole, forse quello che volevo ‘presentare’ in questo post c’è già tutto con questo piccolo estratto dal brano di Storia di un Impiegato.
Poi oggi, sempre leggendo Remarque – Ama il prossimo tuo, un’altra bella frase mi ha colpito… Il biondo picchiatore dice a Kern dopo che sono stati presi dalla polizia:
“Amico mio” disse tranquillamente lo studente. “Sembra che lei non si sia accorto che noi viviamo nell’epoca del bluff. La democrazia è stata sostituita dalla demagogia. Uno svolgimento logico. Alla salute.”
Proudhon lo urlava nel XIX secolo, Remarque lo sapeva negli anni 30, e noi, oggi, ancora non lo sappiamo, o facciamo finta.. di non sapere
Ieri ho per caso scoperto il Movimento Zeitgeist (spirito del tempo in lingua tedesca).
Nato nel 2008, si definisce un’organizzazione che promuove la sostenibilità, alla ricerca di una ristrutturazione della società umana, in cui le decisioni vengono raggiunte tramite l’applicazione razionale della logica e del metodo scientifico per il miglioramento della vita di tutti, non per il beneficio di pochi gruppi di élite.
Il Movimento è stato ispirato inizialmente da una serie di tre film diretti da Peter Joseph e dalle idee dell’ingegnere sociale Jacque Fresco, ideatore del Venus Project.
Il Movimento ha come obiettivo l’eliminazione di concetti quali politica, religione, militarizzazione, istituti bancari, e quindi la transizione verso un nuovo modello socio-economico basato su una gestione tecnica e responsabile delle risorse, su una ripartizione ed una distribuzione svolte per mezzo di ciò che viene considerato il metodo scientifico del ragionamento sui problemi e della ricerca di soluzioni ottimali.
Zeitgeist: The Movie in italiano
Zeitgeist: Addendum in italiano
Zeitgeist: Moving Forward in italiano [http://www.youtube.com/watch?v=cCAOgMja8vk]
Negli ultimi giorni si è tornati a parlare (in tv) di TAV. Ovviamente si parla della TAV valsusina, che non è l’unica ed altrettanto ovviamente se ne parla sempre e solo quando se ne fa comodo, in realtà sono vent’anni che il problema/progetto si trascina. A vedere le immagini in TV e poi in rete sono rimasto un po’ stranito, io non so valutare serenamente i pro ed i contro, sicuramente solo fermandomi alle immagini di pochi giorni fa penso che un popolo che protesta da vent’anni vada ascoltato, in qualche modo, comunque ho fatto una ricerca e sembra che tutto il mondo (su internet) sia contrario, eppure sembra si farà, mah. Ogni cosa mi lascia un po’ perplesso, già a fine anni 90 sembrava fosse ineluttabile e ci furono le prime proteste… solo che
“quando sono gli anarchici a protestare non vale, sono solo casinisti” (sloga ripreso tra l’altro negli ultimi giorni, ma tant’è);
stessa logica del “portarono via lui, ma non protestai perché mi stava antipatico…” (con quel che segue).,
Chiudendo questa piccola parentesi, ho fatto un piccolo approfondimento sulle cose che risultano maggiormente “visibili” in rete e quindi di più facile consultazione.
bellissimo questo contributo da Savona news, per riflettere su un altro aspetto…
in seguito ho voluto cercare NO TAV:
un bel contributo della Stampa (file forbidden, mah) ;
molti siti già propongono rassegne di link come faccio io qui, ovviamente nei vari siti si cerca di dare una “direzione” e quindi abbiamo anche blog Panorama;
ovviamente di aggiornamenti ce ne sarebbero molti altri, basta seguire vari dei link presenti qui sopra ceh portano a siti costantemente aggiornati. Qui sotto riporto un breve intervento presentato su Paoblog, blog peraltro molto aggiornato ed interessante.
Manifesto comparso sui muri di alcune città francesi nel giugno 2011
Il manifesto
La prigione… Tutti abbiamo una vaga idea di cosa sia: un reportage visto alla TV, l’ennesimo assassinio da parte dell’amministrazione penitenziaria che leggiamo nella cronaca del giornale, qualche breve indignazione poco impegnativa, ogni tanto… Tutti ne sentiamo parlare, ma facciamo come se non esistesse. Come se decine di migliaia di noi non fossero, ogni giorno, ostaggi dello Stato, soli nelle loro odissee carcerali individuali, isolati da tutti e repressi in silenzio. Eppure siamo in molti ad avere un fratello, un amico, un cugino in prigione, ad andare ai colloqui con una persona cara incarcerata, siamo in molti a finire per trovare tutto ciò banale. Un piccolo soggiorno in galera, dopo tutto, non siamo pochi ad averlo provato, una volta, due volte, tre volte o ancora di più, da vicino o da lontano, direttamente o per procura.
Rinchiudere degli esseri umani in gabbie di qualche metro quadrato per mesi o anni, annichilire ogni loro volontà, spremerli come limoni, distruggerli, impedire loro di amare, perseguitarli, drogarli, picchiarli, giudicarli, ucciderli, trattarli come nessuno oserebbe trattare una merda e sottometterli ad un lavoro forzato; la galera è la barbarie in tutta la sua banalità, è il dominio totale di una manciata di sadici e di piccolo esecutori obbedienti. È l’ultimo soffio di una pallottola che viene a piazzarsi dritta nella nostra testa, mentre tutti guardano altrove, troppo preoccupati per i cazzi propri. È il modo in cui il mondo si vendica della tua anormalità o della concorrenza. È uno dei metodi attraverso i quali questo mondo impone la pace.
La prigione ha almeno un merito, con lei le cose sono chiare: niente chiacchiere, o quasi; una società che ha bisogno della prigione per sopravvivere è una società che ha dichiarato guerra ad una parte di sé stessa. Una società che si insuperbisce di gestire con tanta violenza queste fabbriche di morte è una società che porge il proprio collo alla ghigliottina della rivolta, che giustifica la necessità della propria distruzione. Potranno anche riformare le prigioni da cima a fondo, piastrellare d’oro le celle e metterci il climatizzatore, fare dei manganelli più corti, ma i colpi faranno sempre male allo stesso modo e la prigione resterà lo stesso problema che è da sempre. Quello che conta è l’audacia della libertà, non la vigliaccheria dello status quo della riforma della costrizione.
Una prigione accettabile è una prigione che brucia.
Si parla già di una trentina di morti nelle carceri a partire dall’inizio dell’anno [in Francia, NdT]. Hanno ancora il coraggio di parlarci di suicidi e di incidenti… Hanno ancora il coraggio di insinuare che è cosa anodina impiccarsi in una prigione, che è cosa anodina morire “accidentalmente” sotto i colpi dei secondini o di altri detenuti. Ci parlano di “suicidi” per far credere che non sono l’Amministrazione Penale e lo Stato che uccidono. Ma noi sosteniamo che ogni morte in prigione è un omicidio dell’Amministrazione Penale e dello Stato. Considerare le cose diversamente vuol dire sostenere che le condizioni di vita fuori e dentro sono le stesse. È sostenere che la prigione non esiste. Eppure il dentro e il fuori si differenziano solo per il loro grado di intensità. La prigione non è altro che il riflesso esagerato di questa società che si guarda in uno specchio che ingrandisce.
In prigione, tutto è peggio che fuori, eppure tutto è talmente uguale a fuori…
La stessa merda, gli stessi meccanismi autoritari, la stessa dominazione, la stessa violenza inerente alla pace sociale, la stessa schedatura, gli stessi rapporti schifosi fra le persone, che essi siano economici o sociali.
È difficile parlare serenamente della prigione. È difficile non scivolare nell’atmosfera appiccicosa che essa sparge intorno alle nostre vite. Ma non sono le lacrime che la faranno finita con il carcere, al contrario le lacrime servono solo per affogarci. L’indignazione non ha mai fatto cadere un solo muro e non la faremo mai finita con la prigione attraverso il Diritto o la Legge, perché è con le loro pietre che essa è costruita.
In questa società che ha bisogno di rinchiudere: prigioni, psichiatria, centri per clandestini, fermo di polizia, collegi, scuole, case di riposo, campi umanitari, fabbriche, ospedali, centri educativi, istituti di reinserimento scolastico, palazzoni… In questa società in cui alcuni fanno la scelta di diventare secondini, giudici o sbirri, la nostra scelta è chiara: fuoco a tutte le prigioni. Fuoco allo Stato.
Le prigioni devono essere distrutte una per una, pietra per pietra, secondino per secondino, giudice per giudice.
Distruggiamo le prigioni, distruggiamo la società, perché una società che ha bisogno di rinchiudere ed umiliare è essa stessa una prigione.
Oggi è il 1° maggio, data gravida di contenuti. Lasciamo le cose da grandi ai “grandi” e a chi, tra loro, le capisce.
Per noi rappresenta un piccolo passo da blog, il primo anno di vistoingiro. Per l’occasione vogliamo ringraziare tutti i visittori, quelli occasionali e quelli più affezionati.
Di seguito la top 15 dei post secondo le visite. In fondo alcune tra le foto più viste, prese un po’ a caso tra i primi 15 post.
Fantastico brano estrapolato dall’articolo di Antonio Cardella sul numero di marzo di A rivista anarchica (da poco festeggiati i 40 anni), consiglio vivamente la lettura di questo articolo, e naturalmente della rivista, che è disponibile amche online; la consultazione è gratuita, possiamo trovare nella rivista notevoli spunti interessanti su cui riflettere. Non voglio fare assolutamente un panegirico sulla rivista, ma mi sembra sia una voce che vale la pena prendere in considerazione, almeno ogni tanto.
“[...] il luogo deputato a stabilire le regole della convivenza nazionale si è trasformato in una palude maleodorante nella quale sguazzano insieme il verminaio costituito dal manipolo dei prezzolati senza onore né dignità e il lacrimatoio dei rappresentanti di una borghesia irreggimentata e rassegnata, epigone tragica di una presunta tradizione liberale sempre rivendicata e mai realmente realizzata.”
“…dato che tutti gli altri posti erano già occupati,
ci siamo seduti dalla parte del torto”
B. Brecht
Si avvicina Natale, come tutti gli anni, e come 41 anni fa, quando il pomeriggio del 12 dicembre poco dopo le quattro e mezza viene fatto esplodere un ordigno nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura, in Piazza Fontana.
17 morti, quasi 90 feriti, e l’inizio della strategia della tensione, ordita da chi? non certo da quel Pinelli che pochi giorni dopo fu suicidato, insomma, probabilmente è come da bambini che si diceva “la prima gallina che canta ha fatto l’uovo” per designare il colpevole di turno (che ovviamente accusava gli altri); ma vabbé…
Adesso si sa, almeno ufficialmente chi è stato, ma i mandanti, quelli si presume soltanto…
rivabbé, comunque volevo solo fare un po’ di pubblicità ad un’iniziativa carina, in quel di Roma, il Gruppo C. Cafiero – FAI Roma – annuncia che il 12 dicembre, alla locanda Atlantide in via dei Lucani 22b, nel quartieere di San Lorenzo, alle ore 21:00 si terrà un concerto di Claudio Lolli, con sottoscrizione per Umanità Nova.
Come da qualche anno Claudio sarà accompagnato dal chitarrista Paolo Capodacqa e dal sassofono di Nicola Alesini.
La locandina è pressapoco questa….
Disoccupate le strade dai sogni
Concerto del Claudio Lolli trio a Roma
Domenica 12 dicembre si esibirà a Roma il Claudio Lolli trio (Claudio
Lolli voce, Nicola Alesini sax clarinetto e loops, Paolo Capodacqua
chitarre) alla Locanda Atlandide, in via dei Lucani 22b nel quartiere
San Lorenzo con inizio alle ore 21:00.
La serata è in sottoscrizione del settimanale anarchico “Umanità Nova”
e si terrà, a cura della Federazione Anarchica di Roma,
nell’anniversario della strage di Piazza Fontana di cui vennero
inizialmente accusati gli incolpevoli anarchici.
L’incontro tra Lolli e gli anarchici è un incontro tra spiriti liberi
che percorrono la stessa strada e che si incontrano nelle cose dette e
fatte, nelle canzoni scritte e cantate, nelle poesie pensate,
recitate e messe in musica nella passione e nella coerenza per la
ricerca dell’utopia.
Visto: sulla rete, nella memoria, A-Infos, Claudio Lolli, Piazza Fontana,
Nel mondo succedono cose, che è bene scoprire, anche se non vengono dette in televisione…
Il giorno 13 settembre, uomini fortemente armati appartenenti al Movimento di Unificazione e Lotta Triqui (MULT) y dell’Unita’ per il Benessere Sociale della Regione Triqui (UBISORT) hanno preso possesso, in modo violento, del Municipio Autonomo di San Juan Copala e del Palazzo Municipale Autonomo.
I guerriglieri hanno preso possesso del Municipio autonomo intimando l’abbandono della comunità pena il massacro
Durante l’attacco ci sono state due donne ferite.
Il 15 settembre, in occasone di un festeggiamento del MULT, è stata ferita un’altra persona nel villaggio militarmente occupato.
Il 18 settembre all’alba viene ucciso David Garcia Reyes (25 anni) mentre tentava la fuga da San Juan Copala.
Le violemze, le morti, le uccisioni continuano in questa comunità che da anni riusciva, nella pratica, a portare avanti alcuni esempi di umanità e di gestione antiautoritaria e autonoma.
Altre notizie le possiamo trovare sulla rete (e non in televisione guarda un po’)