A forza di essere vento …


Ieri è stata la ricorrenza, la data, il giorno della memoria, e tutti, o quasi, festeggiano… ricordano, quello che si decide che bisogna ricordare… e basta.

ed oggi? se ne parla ancora?

purtroppo poco.

Altri ricordano, pensando allo stesso terribile avvenimento anche altre storie… come la canzone di Fabrizio De André

Il cuore rallenta la testa cammina
in quel pozzo di piscio e cemento
a quel campo strappato dal vento
a forza di essere vento

porto il nome di tutti i battesimi
ogni nome il sigillo di un lasciapassare
per un guado una terra una nuvola un canto
un diamante nascosto nel pane
per un solo dolcissimo umore del sangue
per la stessa ragione del viaggio viaggiare

Il cuore rallenta e la testa cammina
in un buio di giostre in disuso
qualche rom si è fermato italiano
come un rame a imbrunire su un muro
saper leggere il libro del mondo
con parole cangianti e nessuna scrittura
nei sentieri costretti in un palmo di mano
i segreti che fanno paura
finché un uomo ti incontra e non si riconosce
e ogni terra si accende e si arrende la pace

i figli cadevano dal calendario
Jugoslavia Polonia Ungheria
i soldati prendevano tutti
e tutti buttavano via

e poi Mirka a San Giorgio di maggio [*]
tra le fiamme dei fiori a ridere a bere
e un sollievo di lacrime a invadere gli occhi
e dagli occhi cadere

ora alzatevi spose bambine
che è venuto il tempo di andare
con le vene celesti dei polsi
anche oggi si va a caritare

e se questo vuol dire rubare
questo filo di pane tra miseria e sfortuna
allo specchio di questa kampina [**]
ai miei occhi limpidi come un addio
lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca
il punto di vista di Dio.

Čvava sero po tute
i kerava
jek sano ot mori
i taha jek jak kon kašta
vašu ti baro nebo
avi ker.

kon ovla so mutavla
kon ovla
ovla kon aščovi
me ğava palan ladi
me ğava
palan bura ot croiuti.

Il Film documentario A Forza di Essere Vento;

qui c’è solo un estratto, ma ravanando tra Youtube e google, lo si trova. Esiste anche un torrent sulla rete, buona ricerca e buona visione.

Mi piace ricordare la frase di Bertolt Brecht

Prima di tutti, vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendermi e non c’era rimasto nessuno a protestare.

Il punto della questione, alla fin fine, forse è un altro, o forse sono infiniti altri…

A me viene in mente, che anche oggi, in questa Europa così civile e “libera”, le persone siano ancora ingabbiate, solo perché sono extracomunitari, senza permesso, ma chi è che stabilisce il permesso di essere una persona?

Ieri abbiamo iniziato con i C.P.T. (Turco-Napolitano) = sinistra, sinistra, nonché P.R.I., oggi sono C.I.E., domani?

Non voglio vivere in un mondo dove sono le sbarre a definire la sicurezza di una persona, la sua giustezza, o il suo diritto di essere al mondo.

Non si può essere contenti, felici, … non si può e sicuramente manco si dovrebbe, festeggiare un orrore enorme, mascherando tante situazioni che sembrano voler condurre verso cose…

all’inizio vennero a prendere i Libici, ma a me non interessava, mica ero libico io, poi i sudanesi,…. mi spiego?

Comunque, in ogni caso, l’unico pensiero che mi resta, veramente vero è di regalare a tutti un piccolo messaggio, solo iconografico, di speranza…

Una Gerbera per il futuro

visto: De André, Memoria, Speranza

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